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lunedì, 29 dicembre 2008

amara tecnologia

La tragedia è un cellulare che attende la tua disperazione per scaricarsi del tutto.
postato da: catpoet alle ore 13:22 | link | commenti
categorie: riflessioni
venerdì, 19 dicembre 2008

Racconto di Natale

 


fondo racconto bassa





Quel giorno, guidando come al solito verso casa, il dottor Ugo Lorenzi non era affatto allegro. In ufficio gli avevano prospettato un 2009 di sangue, sudore e lacrime. Gli affari delle aziende clienti stavano andando male, e questo avrebbe avuto un effetto dirompente sul fatturato dello studio di commercialisti nel quale lavorava da oltre dieci anni. Quindi, doveva dire addio alle solite vacanze in Kenya con la famiglia. Prima di entrare in autostrada, spense il cellulare. Non lo faceva mai, ma quella sera aveva bisogno di riordinare le idee.





Davvero, una situazione difficile. Paventava sopratutto la reazione della moglie, abituata a farsi due settimane al sole mentre a Milano l'inverno arrivava al culmine. Come spiegarle che non c'era niente da fare? Che bisognava accettare qualche sacrificio, con la speranza che in futuro gli affari tornassero a tirare? Accelerò un poco, per superare una Golf che oscillava pericolosamente tra il bordo strada e la corsia di sorpasso. Il traffico era sempre caotico, verso il fine settimana. C'erano camion che cercavano di fare l'ultima consegna prima dello stop forzato per il week end, auto già in marcia per la montagna, furgoni costantemente con la freccia fuori. Insomma, nulla di nuovo. Eppure, si sentiva a disagio in mezzo a quella confusione. Aveva davanti ancora una ventina di chilometri, e gli parevano centinaia.





Uscì al primo casello e si infilò in una della tante strade di campagna che aveva percorso, da ragazzo, con la bici del padre e la canna da pesca sulla spalla. Era molto che non vedeva quei posti. A parte le rotatorie, non erano cambiati. I filari di pioppi si alternavano ai campi arati, con la bella terra scura che ogni anno sapeva produrre quintali di mais, grano, tabacco. Gli faceva bene ritrovare il paesaggio dei suoi anni migliori, quando poteva fantasticare libero su tutto. Ricordava ancora di aver desiderato di diventare un musicista, poi un pilota di jet, un cantante rock, un archeologo... Si riscosse sul rettilineo che portava dritto al portone di casa. “Mah, che sarà mai” pensò, “al massimo si fa una litigata. Pazienza. Vorrà dire che mi terrà il muso per un paio di giorni”. Schiacciò il pulsante dell'apri-cancello e pochi istanti dopo era in garage. Prima di entrare in cucina, decise che avrebbe parlato alla moglie solo dopo cena. Non gli andava di farsi sentire dai bambini mentre discuteva di tagli ed economie.




Mangiarono come al solito, con la tv accesa, perché volevano vedere i filmati dove gli animali sembravano tanti clown, e ne combinavano di tutti i colori. Alle dieci, come al solito, dovette faticare per mettere a letto i figli. E pensare che ai suoi tempi lo mandavano in branda subito dopo carosello. Quando finalmente la casa fu tranquilla si risolse a fare la cruciale dichiarazione che gli avrebbe alienato la simpatia di Clara almeno per una settimana. Lei lo ascoltò con calma e attenzione, poi sembrò prender fiato per una lunga replica. Qui viene il bello, perché ciò che disse suonò piacevolmente imprevisto: “Avevo già intuito che per quest'anno le vacanze potevano saltare. Non sono mica scema. Li leggo anch'io i giornali. Ma non devi crucciarti. Anzi, ti ricordi i Salteri di Centa San Nicolò? Mi hanno chiamato per farci gli auguri. Siamo stati al telefono un'ora buona e ci hanno invitati ad andar su in montagna, nella loro malga riattata che a loro non serve. Lo sai che a me la montagna non piace, comunque, pur di portarci i ragazzi mi accontento.”





Ugo Lorenzi si sentì immediatamente sollevato. Nessuna guerra in famiglia. Niente barricate. Nulla di nulla. L'unica cosa che lo turbava ancora, era di dover passare ben quindici giorni in un paesino dove non c'era il benché minimo svago. Ma, come si dice, di necessità virtù. L'indomani, caricò la famiglia ed i numerosi bagagli sull'auto (e quella fu la volta in cui credette finalmente di aver fatto bene a prendere un SUV). Guidando piano, prese la via del Trentino Alto Adige, con i bambini che guardavano estasiati i picchi altissimi affacciati ai due lati dell'autostrada. Fece un paio di fermate tecniche in autogrill, infine depositò il gruppo in un posto che somigliava parecchio ad un presepe, con la neve alta mezzo metro e le case di legno illuminate da candele accese.





Aveva immaginato di annoiarsi, ma tra battaglie a palle di neve, pupazzi, lunghe passeggiate in mezzo ai boschi e racconti davanti al camino, non ebbe tempo per sbadigliare. La crisi gli aveva restituito il piacere stare con i suoi cari, di giocare senza preoccuparsi dei commenti altrui, persino di raccontare favole ai bimbi prima di dormire. Sulla strada del ritorno, si fece mentalmente una solenne promessa: mai e poi mai avrebbe sacrificato ancora il tempo a far soltanto soldi. Ora sapeva che vivere è molto, molto di più.



















foto di Isina71



postato da: catpoet alle ore 12:27 | link | commenti (6)
categorie: racconto di natale
giovedì, 04 dicembre 2008

The masquerade is'nt over

 


The masquerade is not over...








 








 








 








 








 








 


Copyright Marco Bertin Verona

postato da: catpoet alle ore 19:46 | link | commenti (1)
categorie: foto
lunedì, 01 dicembre 2008

Preghiera d'Autunno

In compagnia della foresta, dove non sento


i rumori umani, né la fragilità del desiderio


ritrovo, talvolta, il senso, il collegamento


e so, per qualche momento beato


di essere terra ed acqua e chimica semplice


elaborato come noi tutti dalla benevolenza


di un pianeta.

postato da: catpoet alle ore 16:46 | link | commenti (4)
categorie: poesia
venerdì, 28 novembre 2008

A flower?

Mi Rododendro, Rosa







Se vedo che non Gladioli







I miei omaggi.







Eppure, il mio pensiero







è un Giglio







e spesso l'alba Viola







mi trova







ancora assorto







mentre, invano







tento di distillare







la tua essenza.

postato da: catpoet alle ore 18:46 | link | commenti (14)
categorie: poesia, poesiaironia
lunedì, 17 novembre 2008

La maleducazione

La maleducazione sfocia nelle piccole deroghe alle regole non scritte.


Le infrazioni a queste regole giustificano trasgressioni più radicali.


Su, su fino a comportamenti delinquenziali che andrebbero prontamente sanciti nei termini di legge.


Se non che, chi scrive le leggi e dovrebbe farle rispettare, è imbevuto della stessa cattiva cultura che nutre questo andazzo.

postato da: catpoet alle ore 12:33 | link | commenti (4)
categorie: minima moralia
mercoledì, 12 novembre 2008

Nella medesima situazione


che poi non è mai la stessa


le conseguenze possono variare


a causa di un battito d'ali


di un crollo in Borsa


o di un amore finito


ma finito male


come capita quando


le trascorse felicità


diventano ingredienti


di un nuovo veleno.

postato da: catpoet alle ore 13:42 | link | commenti (2)
categorie: poesia
mercoledì, 05 novembre 2008

AMABO




OBAMA

postato da: catpoet alle ore 15:56 | link | commenti (2)
categorie: aforismi
mercoledì, 29 ottobre 2008

De amor

La simpatia tende all'amicizia,
l'attrazione tende all'erotismo,
l'amore tende all'assoluto.

postato da: catpoet alle ore 14:22 | link | commenti (1)
categorie: minima moralia
lunedì, 27 ottobre 2008

Ricordi di viaggio

Tuskan Punainen
Oulu, Finlandia (Suomi) piazza del mercato coperto, Monumento a Tuskan Punainen, poliziotto esemplare per la sua inossidabile severità...

13:46 in catpoet | link
postato da: catpoet alle ore 13:49 | link | commenti (3)
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